Selfie: significato e origine del termine


Selfie significato e origine del termine

Selfie, significato e origine di un fenomeno attuale

Selfie è un modo di apparire, lontano dall’essere, vicino allo stare in quello status quo che attesta la posizione sociale, lo status cool che ha l’ obiettivo di attirare l’ attenzione, di attirare commenti, di mettersi in mostra, di esporsi, di farsi notare, di essere alla moda o lanciare la moda tramite pose e sguardi e contesti sui generis che rompono gli schemi.

Cosa significa selfie?

Dall’Oxford English Dictionary, il selfie è una “fotografia di sé stessi, tipicamente ripresa con uno smartphone o una webcam e caricata su un social network”.

Il genere femminile è più incline ai selfie in quanto a parere degli esperti è generalmente più estroverso. Ecco quindi che si vedono apparire i vestiti (quando ci sono) più eccentrici e le scarpe più cool, tutti alla ricerca del commento top, del mi piace, del like e dei followers che vanno a riempire un vuoto esistenziale colmato dalla realtà virtuale in cui poniamo l’immagine al centro del nostro Io che va sempre più perdendosi uniformandosi a stereotipi fasulli del momento, riducendosi a labbra in fuori messe così appositamente per l’ occasione del selfie laddove si ha la meglio, altrimenti si passa direttamente dal chirurgo e non si ha più la fatica di dover muovere i muscoli per pronunciarle nel mettersi in vetrina.

Selfie ricorda selfish, egoista. Ricorda il mettersi al primo posto, al centro di un’ attenzione che se non ottenuta abbassa l’ autostima nel migliore dei casi, nel peggiore crea stati egoriferiti, viziati e depressivi che possono far gettare nello sconforto più totale la fascia di età 15-25 quella che, sempre secondo gli studiosi, è la più attiva in questo genere di abitudini “selfiste”.

Selfie significato

Chissà cosa ne penserebbe la signora Pina, quella che vive il suo Io soddisfatta e che senza porsi troppe domande vive bene così com’è con la sua intelligenza e semplicità anche senza la sua immagine messa alla mercè di chiunque, laddove la propria autostima viene mossa invece dal suo cervello, dall’intelligenza, da una mente e un corpo non ostentati, solo suoi, non per tutti e proprio per questo very cool, laddove la normalità è quanto di anormale c’è ed è normale che sia normale.

Il selfie , differente dall’autoscatto magari per immortalare una bella gita in gruppo, è anni luce dall’autoritratto, quello in cui è l’enigmaticità dell’ anima ad essere immortalata, la bellezza che fa riflettere, che non fa commentare, non fa rumore, ma come la classe e l’ eleganza quando passa o si ha la fortuna di incontrarla fa riflettere, in silenzio.

Senza commenti, senza like, senza rumorosi mi piace che spesso sono feedback tutt’altro che gradevoli e a volte irripetibili e danno il via a sgradevoli commenti che si richiamano ovviamente in partenza.

Significato selfie

C’ è chi si scatta il selfie per dare un’ altra immagine di se, per dimostrare un benessere e una bellezza effimera, esteriore, che ci si ostina a volere sempre più eterna, ben lontana dal profondo senso di quella bellezza che salverà il mondo, fatta di emozioni date da rapporti empatici, veri, autentici, di stupore, di contemplazione, di natura, di spontaneità, di realtà e ragionamento.

Il selfie si fa per competizione sociale, non più solamente per sottolineare l’ appartenenza ad un gruppo come nel caso dell’ età adolescenziale, oggi infatti stupire è legato ad impressionare, a qualunque età, mettendosi in mostra, facendo parlare di se, trascurando e nascondendo il vero Sé, si mette avanti al primo posto, in evidenza l’ immagine artefatta che si regala tramite il selfie.

Poco importa se dentro si sta una schifezza, ciò che è importante è l’ immagine. La facciata, l’apparire, il rumor necessario a coprire il silenzio che si ha dentro. Niente più discrezione, addio unicità della persona, niente più importanza, nessuna delicatezza, nessuna contemplazione, nessun mistero, quella sacrosanta positiva solitudine benefica dell’ Io che tanto spaventa.

Categoria: Viaggi e Cultura | Articolo scritto da:

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