Italiani in America


italiani in america

Italiani in America 

Italiani in America. La storia dell’immigrati italiani in America. Cominciamo il nostro breve riassunto col dire che le più grandi comunità italo-americane si trovano nelle zone di New York, Boston, Pittsburgh, Philadelphia.

Gli inizi

Il periodo tra il 1880 e 1920 gli italiani è uno dei gruppi etnici più vasti in America. In quell’epoca oltre 4 milioni di italiani arrivarono nel nuovo mondo. Per lungo tempo però subirono discriminazioni e vissero ai margini della società americana. Le politiche urbanistiche, l’istruzione e l’immigrazione hanno influenzato la struttura sociale delle comunità di Italiani in America. Più tardi una seconda generazione di immigrati italiani in America iniziò a scrivere libri e a fare dei film che hanno espresso una percezione diversa dell’identità italo-americana.

Italiani in America 

Nel frattempo, negli anni ’50 e ’60 c’è stato un balzo dell’economia italiana. L’Italia inizia ad essere associata con la cultura, la bellezza, la moda, lo stile, le vacanze e la cucina. Ecco perché negli anni gli italo-americani divennero orgogliosi della loro provenienza ed eredità culturale. I pregiudizi, stereotipi negativi e discriminazione della società americana verso gli italiani erano molto forti e durarono decenni. L’immigrazione italiana in America va compresa per poter capire il processo che ha trasformato gli Italiani in America  da comunità denigrata in un gruppo orgoglioso delle proprie radici storico-culturali.

Immigrati Italiani in America

Per moltissimi anni gli Immigrati italiani in America  hanno vissuto ai margini della società americana. Gli italiani in America vivevano nei quartieri poveri e nei bassi fondi delle città, nei così detti “slum”. Posti questi caratterizzati da declino, edifici cadenti, sporcizia, povertà e violenza. Il modo di vivere degli italiani in America rinforzò anche i pregiudizi nei loro confronti. La discriminazione era così forte che gli italiani veniva addirittura spesso ridicolizzati nei film e nei giornali. Per questo gli immigrati italiani i America hanno dovuto adattarsi rimuovendo parte della loro identità culturale attraverso l’assimilazione dello stile di vita americano.

Immigrati italiani in America

Immigrati Italiani in America

Va notata comunque l’importanza della seconda generazione di immigrati, che sono i figli della prima ondata, nati e cresciuti negli Usa. Gli immigrati italiani in America della seconda generazione sono stati decisivi nell’evoluzione delle comunità italo-americane. Questo perché erano decisi a stabilire un rapporto diverso con la loro identità italiana e con la cultura americana. Dopo la seconda guerra mondiale ci è stato anche un modo di dipingere l’identità collettiva degli Italiani in America attraverso la letteratura, il cinema e la musica. Così venivano espressi le loro esperienze, i problemi, la vita quotidiana, le strutture sociali e i valori.

Italiani in America 

Un esempio epocale di arte narrativa è  stato il capolavoro cinematografico Il Padrino, diretto dal regista italo americano Francis Ford Coppola. Grazie a questa trilogia di enorme successo il personaggio di Don Vito Corleone, il padrino, diventa una specie di figura mitologica. Il romanzo è scritto dallo scrittore italo americano appartenente alla seconda generazione di immigrati. Mario Puzo. Nato a New York City nel 1920 in una famiglia siciliana, nel 1969 Puzo pubblica il suo mitico romanzo The Godfather.  Il Padrino, che diventa subito bestseller nella classifica di New York Times per oltre 67settimane.

Esodo di Massa

A fine 800 ci fu l’inizio della grande ondata dell’esodo degli italiani in America, principalmente quelli del sud Italia verso il nuovo mondo. Coloro che immigravano erano persone povere, contadini, pastori e operai senza istruzione e senza una prospettiva di vita in Italia. Immigrarono molti siciliani, calabresi, abruzzesi, ma anche molti dalle regioni del nord Italia come Veneto, Lombardia e Piemonte. Queste grandi ondate di immigrazione di massa erano supportate attraverso le navi transatlantiche che partivano dai porti principali del Nord Europa connessi con la penisola italiana tramite ferrovia.

Anni 20

Ma quando negli anni ’20 del ventesimo secolo lo spostamento degli Italiani in America divenne estremamente intenso, ci furono le famosi navi Michelangelo e Raffaello che partivano dai due principali porti italiani, Genova e Napoli. Dalla fine dell’800 fino al 1914 sbarcavano sulle coste americane oltre 240 mila italiani all’anno. Solo nell’anno 1920 entrarono in America circa 350 mila italiani. In 40 anni oltre 4 milioni di italiani immigrarono negli States.

Immigrati Italiani in America

Mentre durante il periodo fascista e quello della Grande Depressione l’Italia stessa ha fermato l’immigrazione attraverso  politiche che miravano a restringere il flusso. Questo perché l’immigrazione verso l’America dava un’immagine negativa alla nazione italiana prospettata dal regime fascista come “grande e potente”. Dal 1946 fino ai primi anni ’70 l’ondata di immigrazione di massa era ormai terminata.

Grande Depressione

C’è da notare che molti contadini poveri senza terre che partivano per l’America avevano intenzione di fare dei soldi lì per poi tornare in Italia ed acquistare delle terre in patria. Altri italiani lavoravano come barbieri, camerieri, operai edili, artigiani, meccanici e calzolai ma anche minatori nelle miniere in Pennsylvania, West Virginia, Illinois e altri stati e operai in fabbrica di abbigliamento in New York e Chicago.

Lavoro

Lasciando l’Italia i poveri migranti analfabeti avevano speranze e sogni riguardo agli Usa. I loro informatori gli promettevano che l’America era una sorta di “terra promessa” dove si guadagnavano stipendi alti e c’era la possibilità di diventare ricchi. Gli italiani erano molto ingenui e non credettero che i loro connazionali in America finivano per fare lavori umili o pericolosi in mano alla criminalità organizzata. Quelli senza lavoro finivano per strada vivendo di elemosina.

Difficoltà

Molte delle aspettative affrontavano un impatto drastico dall’inizio del viaggio. Raggiungere il porto di imbarco era difficile per via delle condizioni miserabili in cui i migranti aspettavano per salire sulla nave. Attraversare l’oceano era un’esperienza terribile e le condizioni di viaggio erano spaventosi. Le navi a vapore dove gli italiani erano stipati erano terreno di sporcizia, promiscuità e di molte malattie infettive. La scarsità di cibo e la malnutrizione, il mal di mare e le terribili condizioni di viaggio rendevano la traversata oceanica un incubo. Molti italiani una volta arrivati a destinazione non potevano sbarcare per via delle infezioni che contraevano durante il viaggio.

Italiani

Storicamente gli italiani sono sempre stati descritti come “violenti, attaccabrighe, eversivi e gangster”. Sono sempre stati associati con il crimine. Anche se i crimini commessi dagli italiani in genere erano nei confronti di altri immigrati italiani in America.

Anche un grandissimo personaggio come il cantante Frank Sinatra, considerato una legenda vivente nella cultura popolare americana del ventesimo secolo. E’ stato una figura pubblica. Ha resuscitato l’orgoglio di essere italiano e ha aiutato a determinare l’identità culturale delle comunità italo-americane.

Evoluzione

E va anche ricordato che c’è stata un’evoluzione considerevole nell’identità degli italiani in America . La grande maggioranza della prima generazione era analfabeta, non parlava italiano corretto e non imparava l’inglese. Nel frattempo la seconda generazione è cresciuta di qualità. Ci furono molti studiosi ed accademici, scrittori, giornalisti e artisti che rappresentarono la loro identità in base alla loro esperienza personale davanti al pubblico americano.

Connazionali Contro

In conclusione c’è da dire che purtroppo in tutti questi anni gli italiani in Italia e gli italiani in America non si sono mai riconosciuti come “fratelli e sorelle”. In altre parole sembra che i due tipi di connazionali, gli italiani e i loro “paesani” italo americani non si siano mai compresi gli uni con gli altri. Addirittura sembra che non si siano mai tollerati a vicenda. C’erano, per esempio molti immigrati che si consideravano calabresi o campani piuttosto che “italiani”. Per tutti loro la parola “italiano” era un’etichetta impostagli dagli Stati Uniti. Parte di questi emigrati  mantennero i loro sentimenti e legami con la loro locale provenienza geografica. È stata l’America a renderli italiani anziché il governo italiano.

Da sempre il quartiere italiano più famoso al mondo è la Little Italy, La Piccola Italia, collocato nella parte sud del distretto di Manhattan.

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Scuola di Inglese a Roma.

Categoria: Viaggi e Cultura | Articolo scritto da:

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