Emigrazione italiana nel Regno Unito


Emigrazione italiana nel Regno Unito

L’emigrazione Italiana nel Regno Unito non è mai stato illustrato come un fenomeno di massa, specialmente se messo a paragone con l’America o altri Stati. Eppure la presenza italiana nel Regno Unito si ha già a partire dal 1851 quando il censimento inglese registrò 1.604 italiani nella sola città di Londra. Nel 1901 gli Italiani censiti furono circa 20.000.

A causa dell’arrivo della Prima Guerra Mondiale e successivamente per la politica restrittiva durante l’epoca fascista in tema di emigrazione, i numeri degli italiani nel Regno Unito subirono una flessione. Dagli anni ’50 ai fine anni ’60 gli italiani tornarono ad emigrare in massa in UK. Dopo gli anni 70, inizia un nuovo tipo di emigrazione, che trova una consequenzialità fino ai giorni nostri: quella di giovani ragazzi che decidono di trasferirsi nel Regno Unito per studiare la lingua inglese, e che nel frattempo trovano impieghi part-time a tempo determinato nella ristorazione. Accanto a questo tipo di emigrati, alla fine degli anni Ottanta, iniziano ad arrivare giovani altamente qualificati.

Attualmente sono residenti in Gran Bretagna circa 700.000 italiani; quella italiana è la terza comunità europea più numerosa in UK (dopo Polonia e Romania). Solamente nella città di Londra vivono 250 mila italiani. È la “quinta” città italiana dopo Roma, Milano, Napoli e Torino.

Neppure la decisione della Gran Bretagna di staccarsi Dall’Unione Europea sembra aver scoraggiato i connazionali italiani. Ma da cosa è generato tutto questo grande afflusso, nonostante la situazione appaia incerta per il futuro? Sicuramente l’aspettativa di uno stipendio più alto e condizioni lavorative favorevoli specialmente in alcuni settori quali le telecomunicazioni, l’ingegneria e l’edilizia. Che sia una scelta o una necessità, il Regno Unito è in grado di dare opportunità che l’Italia non è in grado di offrire.

Sono tantissimi i ragazzi e le ragazze che raggiungono il Regno Unito, e Londra in particolar modo, spinti dalla voglia di realizzarsi, riscattando anni ed anni di studio. A volte però vivere in un altro Paese può essere fonte di un forte stress psicologico caratterizzato da nostalgia e senso di sradicamento dalle proprie radici. A differenza degli emigrati italiani dei secoli scorsi, la maggior parte dei ragazzi di oggi decide di partire andando in cerca di “fortuna” con l’ambizione di fare più soldi possibili e di poter avere un curriculum finalmente degno di essere preso in considerazione anche in Italia. Secondo stime conservatrici, questo continuo flusso di italiani che decidono di lasciare il Bel Paese, costeranno all’Italia circa l’1% del Pil.

Emigrazione Inglese

Nonostante siano passati due anni e mezzo dall’esito del referendum sulla Brexit, con il quale i cittadini britannici hanno deciso di abbandonare l’Unione Europea, il futuro appare incerto. La data stabilita dal Regno Unito per uscire dall’Unione Europea è il 29 Marzo 2019, anche se vi sarà un periodo di transizione fino al 31 dicembre 2020 in cui tutto rimarrà invariato.

Molti elettori hanno votato LEAVE per prendere posizione contro la presenza dei tantissimi stranieri in UK. A seguito dei risultati, gli episodi di violenza sono cresciuti in buona parte dell’Inghilterra; Londra invece è rimasta abbastanza immune da questi episodi, essendo una città cosmopolita. Molti stranieri hanno deciso di correre ai ripari richiedendo la cittadinanza britannica, altri hanno deciso di attendere gli sviluppi per capire come procedere. Il Governo inglese è rimasto vago sul futuro dei cittadini stranieri residenti in UK, non ci sono certezze. Nessuno al momento sa cosa succederà nel prossimo futuro e sono tantissimi i connazionali che attendono sviluppi sui negoziati tra Unione Europea e governo britannico.

Categoria: Viaggi e Cultura | Articolo scritto da:

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