False Friends: i più frequenti errori in Inglese


False Friends: i più frequenti errori in Inglese - False friends Inglese

False Friends Inglese: cosa sono e come riconoscerli

È di uso comune affermare che l’inglese sia una lingua semplice da apprendere; non ci sono dubbi che la sua struttura grammaticale sia molto meno complessa rispetto a lingue quali francese,tedesco,russo,arabo… ma è pur vero che spesso molti italiani danno per scontato che parole apparentemente simili possano avere lo stesso significato che noi diamo alla nostra lingua: questi sono i cosiddetti “False Friends”.

Errori in Inglese - False friends EnglishNon si tratta di sola svogliatezza ma più di un’abitudine mentale a pensare prima un concetto in italiano e solo successivamente a “tradurlo in inglese”. Trattandosi di una lingua di origine anglosassone e non neo-latina come l’italiano, ci sono diverse forme linguistiche che sfuggono alla nostra intuizione.

Il più pericoloso tra gli errori sono proprio i “False Friends”(letteralmente ‘falsi amici’). Questi consistono in una serie di vocaboli che per somiglianza o assonanza si tende ad associare a significati che poi si rivelano totalmente diversi. Quando ci si imbatte in questi “false friends” tra amici, può scappare una risata sul banale errore commesso. Diverso è se l’errore viene fatto durante un colloquio di lavoro o in altre circostanze più importanti. È bene allora ripararsi da eventuali confusioni e ripassare alcuni vocaboli.

Errori in Inglese: la lista dei False Friends più insidiosi

In questo post vi proponiamo i “false friends” più ricorrenti utilizzati dagli italiani:

  1. eventually: non significa “eventualmente” ma “alla fine”
  2. actually: non significa “in questo momento” ma “in realtà”
  3. adjust: non significa “aggiustare” ma “adattarsi”
  4. casual: non significa “casuale” ma “informale”
  5. comprehensive: non significa “comprensivo” ma “esauriente”
  6. confidence: non significa “confidenza” ma “fiducia”
  7. notice: non significa “notizia” ma “avviso, comunicazione”
  8. argument: non significa “argomento” ma “litigio”
  9. annoy: non significa “annoiare” ma “infastidire”
  10. to abuse: non significa “abusare” ma “approfittare”
  11. terrific: non significa “terrificante (negativo)” ma “magnifico (positivo)”
  12. preservatives: non significa “preservativi” ma “conservanti”
  13. incident: non significa “incidente” ma “evento”
  14. accident: non significa “accidenti” ma “incidente”
  15. pretend: non significa “pretendere” ma “far finta”
  16. ostrich: non significa “ostrica” ma “struzzo”
  17. commodity: non significa “comodità” ma “merce, prodotto”
  18. estate: non significa “estate” ma “proprietà”
  19. library: non significa “libreria” ma “biblioteca”
  20. patent: non significa “patente” ma “brevetto”
  21. large: non significa “largo” ma “grande”
  22. romance: non significa “romanzo” ma “storia d’amore”
  23. agenda: non significa “quaderno con appunti” ma “ordine del giorno”
  24. sympathy: non significa “simpatia” ma “compassione”
  25. mansion: non significa “mansione” ma “villa”
  26. consistent: non significa “consistente” ma “coerente”
  27. parents: non significa “parenti” ma “genitori”
  28. rumour: non significa “rumore” ma “diceria”
  29. curriculum: non significa “curriculum vitae” ma “piano di studi accademico”
  30. stamp: non significa “stampa” ma “francobollo”
  31. camera: non significa “camera” ma “macchina fotografica”
  32. candid: non significa “candido” ma “sincero”
  33. comics: non significa “comici” ma “fumetti”
  34. lame: non significa “lame” ma “zoppo”
  35. brave: non significa “bravo” ma “coraggioso”

L’elenco sopra illustrato è solo una piccola parte dell’ampia trappola letterale che la lingua inglese vanta. Bisogna cercare di praticare ed inserire questi vocaboli all’interno delle conversazioni in modo da farli diventare sempre più familiari. Si può iniziare in maniera autonoma leggendo libri e guardando film in lingua inglese ma il consiglio più appropriato è quello di iniziare un corso di inglese con docenti qualificati.

 

Categoria: Lingue straniere | Articolo scritto da:

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